giovedì, 01 maggio 2008
La mia donna dai capelli di brace
I pensieri di lampi di calore
La vita di clessidra
La mia donna dalla taglia di lontra tra i denti della tigre
La mia donna dalla bocca a coccarda e bouquet di stelle d'ultima grandezza
Dai denti di orme di topo bianco sulla terra bianca
Dalla lingua d'ambra e vetro strofinati
La mia donna dalla lingua d'ostia pugnalata
Dalla lingua di bambola che apre e chiude gli occhi
Dalla lingua di pietra incredibile
La mia donna dalle ciglia ad aste di bambino
Dalle sopracciglia a bordo di nido di rondine
La mia donna dalle tempie d'ardesia di tetto di serra
E d'appannamento di vetri
La mia donna dalle spalle di champagne
E di fontana a teste di delfini sotto il ghiaccio
La mia donna dai polsi di prosperi
La mia donna dalle dita di azzardo e asso di cuori
Dalle dita di fieno tagliato
La mia donna dalle ascelle di martora e di ghiande
Di notte di San Giovanni
Di ligustri e di nidi di scalari
Dalle braccia di schiuma di mare e di chiusa
E di frumento mescolato a mulino
La mia donna dalle gambe di fuso
Dai movimenti d'orologeria e disperazione
La mia donna dai polpacci di midollo di sambuco
La mia donna dai piedi di iniziali
Dai piedi di mazzi di chiavi dai piedi di betonieri che bevono
La mia donna dal collo di orzo perlato
La mia donna dal petto di Val d'or
Di appuntamenti in fondo al letto del torrente
Dai seni di notte
La mia donna dai seni di talposi monticelli sottomarini
La mia donna dai seni di crogiòlo del rubino
Dai seni di spettro della rosa sotto la rugiada
La mia donna dal ventre di dispiegato ventaglio dei giorni
Dal ventre di artiglio gigante
La mia donna dal dorso d'uccello in fuga verticale
Dal dorso d'argento vivo
Dal dorso luminoso
Dalla nuca di pietra levigata e di creta bagnata
E di tonfo di bicchiere dove s'è bevuto
La mia donna dalle anche di barchetta
Dalle anche di lampadario e di pennute frecce
E di steli di piume di pavone bianco
Di bilancia insensibile
La mia donna dalle natiche di grès e d'amianto
La mia donna dalle natiche di dorso di cigno
La mia donna dalle natiche di primavera
Dal sesso di gladiolo
La mia donna dal sesso di giacimento e di ornitorinco
La mia donna dal sesso d'alga e di antichi bonbons
La mia donna dal sesso di specchio
La mia donna dagli occhi pieni di pianto
Dagli occhi di panoplia violetta e di calamita
La mia donna dagli occhi di savana
La mia donna dagli occhi d'acqua da bere in prigione
La mia donna dagli occhi di bosco in preda alla scure
Dagli occhi di livella d'acqua di livella d'aria di terra e di fuoco.

André Breton

Luci
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domenica, 23 marzo 2008
Concederei l'assoluzione a chi usa profilattici. Io non contesto il magistero ecclesiale, sono un prete cattolico. Quello che chiedo alla Chiesa è il coraggio. Mi domando: perchè la Chiesa è così dura sul sesto comandamento, "Non commettere atti impuri", e non lo è sugli altri? Mi va bene che la Chiesa dica ad una donna che prende la pillola, che non può fare la Comunione, ma perchè non dice ad un ricco che ha miliardi in banca e non fa nulla per i poveri, che non può accostarsi al Sacramento? Questa è una violazione altrettanto grave, come la pillola. E' questa inconsistenza della Chiesa che mi fa male. Io chiedo radicalità: non solo sul sesso, ma sull'economia, sulla riconciliazione, sulla pace.
Padre Alex Zanotelli

Povertà
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martedì, 04 marzo 2008
Quante vite viviamo? Quante volte si muore? Si dice che nel preciso istante della morte tutti perdiamo 21 grammi di peso. Nessuno escluso. Ma quanto c'è in 21 grammi. Quanto va perduto? Quando li perdiamo quei 21 grammi? Quanto se ne va con loro? Quanto si guadagna? Quanto...si...guadagna? 21 grammi, il peso di cinque nichelini uno sull'altro. Il peso di un colibrì, di una barretta di cioccolato. Quanto valgono 21 grammi?
("21 Grammi", film)

Raganella
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mercoledì, 20 febbraio 2008
Se un uomo parte con delle certezze finirà con dei dubbi, ma se si accontenta d'iniziare con qualche dubbio, arriverà alla fine a qualche certezza.
Francis Bacon

Speranzosa
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domenica, 10 febbraio 2008
Un migliaio di parole non lasciano un'impressione tanto profonda quanto una sola azione.
Henrik Ibsen

Motto
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venerdì, 01 febbraio 2008
C'è un libro della Bibbia, il "Cantico dei Cantici", dove si parla di amore. Non tenterò di interpretare quale amore sia stato racchiuso nelle 1250 parole ebraiche di questo poemetto, dirò semplicemente che chiunque inizierà a leggerlo è come se avviasse un dialogo con la dimensione che abbraccia con un solo gesto i nostri sensi e i disegni di Dio. Una dimensione che si chiama, appunto, amore.
Nel Cantico c'è una lei e c'è un lui. Non hanno un nome anche se si chiamano, si inseguono, si perdono, si baciano e si abbandonano in un amplesso ora dolce, ora mistico, ma anche irruente. Cercano senza infingimenti quell'amore che vince le deduzioni della ragione. La loro storia si consuma in una città senza nome e senza tempo, dove si alternano le corse, gli incontri, le domande; in uno spazio che la nostra immaginazione può costruire senza delimitare i confini e dove i due fremono e osano sino a confondere anima e corpo.

"Il gioco di Dio - Dodici storie della Bibbia"
Armando Torno

Promessa
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domenica, 27 gennaio 2008
Ce l'hanno già detto quando eravamo ancora bambini. E con la testa certo lo sappiamo; ma solo pochi fortunati riescono a crederlo davvero fino in fondo. Se ci riuscissimo, sapremmo di essere i creatori non solo della nostra infelicità, ma anche nella stessa misura della nostra felicità.
Questa introduzione è cominciata con Dostoevskij e con lui deve concludersi. Nei "Demoni", uno dei personaggi più enigmatici che Dostoevskij abbia mai creato dice: "Tutto è buono... Tutto. L'uomo è infelice perché non sa di essere felice. Soltanto per questo. Questo è tutto, tutto! Chi lo comprende sarà subito felice, immediatamente, nello stesso istante..."
Così disperatamente semplice è la soluzione.
"Istruzioni per rendersi infelici"
Paul Watzlawick

Divertissement
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lunedì, 07 gennaio 2008
Non ci si uccide per amore di una donna.
Ci si uccide perchè un amore, qualunque amore, ci rivela nella nostra nudità, miseria, inermità, nulla.

Cesare Pavese

Vista Notturna Two
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martedì, 01 gennaio 2008
La storia può insegnare, ma noi siamo pessimi allievi, non solo i tedeschi, tutti. Dalla storia abbiamo imparato molte lezioni, la forza della democrazia, per esempio. Ma che la democrazia da sola non basti, ma sia necessaria insieme una solida struttura sociale egualitaria e sicura, questo non lo abbiamo ancora capito. Una democrazia che non riesce a trovare compensazione alle debolezze sociali, è, a mio avviso, una democrazia solo formale.
Gunter Grass.

Musikanten Three
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lunedì, 17 dicembre 2007
Alcuni vorranno toglierci la sicura, sospetto che in questo momento stiano strillando ordini al telefono e che presto arriveranno gli uomini armati. Perché?
Perché, mentre il manganello può sostituire il dialogo, le parole non perderanno mai il loro potere; perché esse sono il mezzo per giungere al significato, e per coloro che vorranno ascoltare, all'affermazione della verità. E la verità è che c'è qualcosa di terribilmente marcio in questo paese.
Crudeltà e ingiustizia, intolleranza e oppressione. E lì dove una volta c'era la libertà di obiettare, di pensare, di parlare nel modo ritenuto più opportuno, lì ora avete censori e sistemi di sorveglianza, che vi costringono ad accondiscendere a ciò. Com'è accaduto? Di chi è la colpa? Sicuramente ci sono alcuni più responsabili di altri che dovranno rispondere di tutto ciò; ma ancora una volta, a dire la verità, se cercate un colpevole.. non c'è che da guardarsi allo specchio.
Io so perché l'avete fatto. So che avevate paura. E chi non ne avrebbe avuta? Guerre, terrore, malattie. C'era una quantità enorme di problemi, una macchinazione diabolica atta a corrompere la vostra ragione e a privarvi del vostro buon senso. La paura si è impadronita di voi, ed il Caos mentale ha fatto sì che vi rivolgeste all'attuale Alto Cancelliere, Adam Sutler. Vi ha promesso ordine e pace in cambio del vostro silenzioso, obbediente consenso. Ieri sera ho cercato di porre fine a questo silenzio. Ieri sera io ho distrutto il vecchio Bailey, per ricordare a questo paese quello che ha dimenticato.
Più di quattrocento anni fa, un grande cittadino ha voluto imprimere per sempre nella nostra memoria il 5 novembre. La sua speranza, quella di ricordare al mondo che l'equità, la giustizia, la libertà sono più che parole: sono prospettive. Quindi, se non avete visto niente, se i crimini di questo governo vi rimangono ignoti, vi consiglio di lasciar passare inosservato il 5 novembre. Ma se vedete ciò che vedo io, se la pensate come la penso io, e se siete alla ricerca come lo sono io, vi chiedo di mettervi al mio fianco, ad un anno da questa notte, fuori dai cancelli del Parlamento, e insieme offriremo loro un 5 novembre che non verrà mai più dimenticato.

("V per Vendetta", Film)

Kill The Cleans
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