L’albero più alto è sempre il primo a cadere. Era un antico proverbio cinese, quindi una risposta che non poteva destare sospetti. La loro mentalità scoraggiava le imprese avventate, ma paradossalmente esaltava chi aveva il coraggio di intraprenderle. E come in ogni tribù che si rispetti, il criterio era semplice: in caso di successo diventavi un eroe, immortalato e oggetto di ammirazione, se invece fallivi, eri condannato all’oblio, ricordato forse solo come esempio da non imitare. La cosa migliore quindi era sempre la via di mezzo, e questo significava sopravvivenza. "La Mossa del Drago"
Tom Clancy
L'amore non è un valore prefabbricato che fluttua nello spazio. Esiste negli esseri umani, a uno a uno. Gli uomini e le donne - o meglio, un uomo e una donna - inventano l'amore a mano a mano. L'amore non può essere predeterminato. Una donna che pensa tra sé "se mi amasse passerebbe più tempo con me" o "mi farebbe dei regali" o "sarebbe sensibile alle mie esigenze", ha imboccato la strada per non essere amata. Ciò che significano queste polemiche è che se lui avesse un carattere più docile lei lo amerebbe di più; e come osa essere così indegno? Se ha sposato un mascalzone la cosa può rivelarsi intollerante o troppo eccitante, ma non è questo il criterio per giudicare l'affetto. Una canaglia può saperne di più sull'amore di un codardo che non abbia l'intraprendenza di lanciarsi in un'avventura.
Fà attenzione ai pensieri sciolti dentro di te. Essi si riflettono all'esterno in centinaia di modi sottili: il tono della voce, uno sguardo, un gesto, le cose che ti fanno ridere, la velocità o la lentezza con cui rispondi. Tutto questo determina la qualità e la quantità di amore che accetti e quindi il tipo di amore che ricevi.
[...]
Certamente c'è più merito nel dare che nel ricevere, ma che cosa si può dare a mani vuote? Partiamo tutti dalla stessa base di nudità e ignoranza, e cresciamo nella misura in cui riceviamo tutto quanto abbiamo la capacità di ricevere dall'universo infinito. Prendi quanto ti viene dato, rispettalo, esulta per esso, moltiplicalo: questa è la legge perché allora, e allora soltanto, avrai qualcosa da dare anche tu. Studia, impara, rischia più di quanto tu creda di poter rischiare, ama qualcosa, diventa qualcuno, se davvero vuoi essere amata.
"Consigli di una vecchia amante a una giovane moglie"
Michael Drury
Vorrei poterti dare quello che mi manca
Vorrei poterti dire quello che non so
Vorrei che questa pagina tornasse bianca
Per scriverci
Ti amo...punto.
Vorrei che questa pagina tornasse bianca
Per scriverci
Ti amo...punto.
Benedetta la luce così ti posso guardare
Coprirla con la camicia quando facciamo l'amore
E benedetta autostrada
Specialmente di notte
Che quando guido solo ascolto musica
E ti penso ti penso
E prima o poi arrivo
E se stai ancora dormendo mi piace anche di più
Che ti sveglio ti bacio e poi ti riaddormenti
Ma non subito però solo dopo un pò
Vorrei poterti dare quello che mi manca
Vorrei poterti dire quello che non so
Vorrei che questa pagina tornasse bianca
Per scriverci
Ti amo...punto.
Vorrei che questa pagina tornasse bianca
Per scriverci
Ti amo...punto.
Benedetto ritardo che ci ha fatto incontrare
Il giorno in cui avrei dovuto essere puntuale
Loro aspettano ancora ma io ho cambiato programma
Da quando nella vita ci sei tu
E ti scappo e ti inseguo
E poi ci raggiungiamo
E' un tango inesorabile la nostra
Melodia
Vorrei poterti dare quello che mi manca
Vorrei poterti dire quello che non so
Vorrei che questa pagina tornasse bianca
Per scriverci
Ti amo...punto.
Vorrei che questa pagina tornasse bianca
Per scriverci
Ti amo...punto.
Benedetta la rosa specialmente le spine
Che fanno in modo di tenerla in mano con attenzione
Perchè le cose più belle stanno in equilibrio
Così come la storia di noi due
Che profuma e che punge
E non ci da mai tregua
A meno che non lo scegliamo noi
E ti scappo e ti inseguo
E poi ci raggiungiamo
E' un tango inesorabile la nostra
Melodia
Vorrei poterti dare quello che mi manca
Vorrei poterti dire quello che non so
Vorrei che questa pagina tornasse bianca
Per scriveci
Ti amo...punto.
Vorrei che questa pagina tornasse bianca
Per scriverci
Ti amo...punto.
Vorrei che questa pagina tornasse bianca
Per scriverci
Ti amo...punto.
Vorrei che questa pagina tornasse bianca
Per scriverci
Ti amo...punto.
Vorrei che questa pagina tornasse bianca
Per scriverci
Ti amo...punto.
Vorrei che questa pagina tornasse bianca
Per scriverci
Ti amo...punto.
Pronunzio il tuo nome
nelle notti scure,
quando sorgono gli astri
per bere dalla luna
e dormono le frasche
delle macchie occulte.
E mi sento vuoto
di musica e passione.
Orologio pazzo che suona
antiche ore morte.
Pronunzio il tuo nome
in questa notte scura,
e il tuo nome risuona
più lontano che mai.
Più lontano di tutte le stelle
e più dolente della dolce pioggia.
t'amerò come allora
qualche volta? Che colpa
ha mai questo mio cuore?
Se la nebbia svanisce,
quale nuova passione mi attende?
Sarà tranquilla e pura?
Potessero le mie mani
sfogliare la luna!
Federico García Lorca
Tutti sono in grado di arrabbiarsi, è facile. Ma essere arrabbiati nei confronti della persona giusta e con la giusta intensità e nel giusto modo e nel momento giusto e per un motivo giusto, non è nelle facoltà di tutti, e non è un compito facile.
Aristotele
La forza che da forma
Agli alberi e alle rocce
Fa eterno il mio desiderio
Sorto in questo istante.
E tutta la bellezza
Nata al suo passaggio
Mi insegna come amarti,
Come trasformarmi.
Oggi le mie mani sembrano d'avorio
E' l'inizio di una nuova era anche per me
Oggi è mattino e mi ha afferrato lucido
E se fossimo noi ad esser sbagliati
E se fossimo noi pazzi e malati
Hai il coraggio o no?
Cose semplici e banali per riconciliarmi
Con gli anni sprecati
E dentro ci sei tu
Grazie a tutti per davvero
Siamo alla fine
E ho perso l'inizio
Ma ho un senso in più.
Sempre più spesso usavamo il pronome "noi". E' una parola strana. Domani farò questo o quello, si dice. Oppure si chiede cosa l'altro, cioè "tu", deve fare. Non è difficile da comprendere. Ma all'improvviso si dice "noi", e lo si fa con la più grande naturalezza. "Andiamo in spiaggia all'isola di Langøy, con il battello?" "Oppure restiamo a casa a studiare?" "Ci è piaciuto lo spettacolo a teatro?" e poi, un giorno: "Siamo felici!"
Quando usiamo il pronome "noi", anche se sottinteso, accomuniamo due persone in una singola azione, quasi some se costituissero un'unica entità complessa. In molte lingue si usa un pronome specifico quando si tratta di due, e solo due, persone. Questo pronome si chiama "duale", cioè quello che è diviso in due. Secondo me è una designazione utile, perché a volte non si è né uno né tanti. Si è "noi due", e si è "noi due" come se questo "noi" non potesse essere diviso. Si esprimono regole uguali a quelle delle favole quando improvvisamente viene introdotto tale pronome, quasi come un colpo di bacchetta magica.
"Adesso prepariamo la cena", "Adesso apriamo una bottiglia di vino", "Adesso andiamo a dormire". Non è quasi spudorato parlare in questo modo? Di sicuro è diverso dal dire che adesso tu devi andare a casa, perché io devo dormire.
Quando usiamo il "duale" si introducono dunque delle regole completamente nuove. "Facciamo una passeggiata!". E' così semplice, Georg, sono solo tre parole, e nonostante ciò descrivono un'azione così piena di significato che tocca nel profondo la vita di due persone su questa terra. E non è solo per il numero di parole che in questo contesto si può parlare di risparmio di energia. "Facciamo la doccia!" diceva Veronika. "Mangiamo!", "Andiamo a dormire!". Non c'è bisogno che di una sola doccia quando si parla così. Non c'è bisogno che di una sola cucina e di un solo letto.
Per me l'uso di questo nuovo pronome fu uno shock. "Noi": era come se un cerchio si chiudesse. Era come se il mondo intero si fosse fuso in un'unità superiore.
"La ragazza delle Arance"
Jostein Gaarder
Buonanotte. Quì è Radio Raptus, e io sono Benassi - Ivan.
Forse lì c'è qualcuno che non dorme. Beh, comunque che ci siete oppure no io c'ho una cosa da dire. Oggi ho avuto una discussione con un mio amico. Lui è uno di quelli bravi: bravi a credere in quello in cui gli dicono di credere. Lui dice che se uno non crede in certe cose non crede in niente.
Beh, non è vero: anch' io credo. Credo nelle rovesciate di Bonimba e nei riff di Keith Richards; credo al doppio suono di campanello del padrone di casa che vuole l'affitto ogni primo del mese; credo che ognuno di noi si meriterebbe di avere una madre e un padre che siano decenti con lui almeno finché non si sta in piedi; credo che un Inter come quella di Corso, Mazzola e Suarez non ci sarà mai più, ma non è detto che non ce ne saranno altre belle in maniera diversa; credo che non sia tutto qua, però, prima di credere in qualcos'altro bisogna fare i conti con quello che c'è qua, e allora mi sa che crederò prima o poi in qualche Dio; credo che semmai avrò una famiglia sarà dura tirare avanti con 300.000£ al mese, però credo anche che se non leccherò culi come fa il mio caporeparto difficilmente cambieranno le cose; credo che c'ho un buco grosso dentro ma anche che il Rock 'n' roll, qualche amichetta, il calcio, qualche soddisfazione sul lavoro e le stronzate con gli amici, beh, ogni tanto questo buco me lo riempiono; credo che la voglia di scappare da un paese con 20.000 abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso, e credo che da te non ci scappi neanche se sei Eddy Merckx; credo che non è giusto giudicare la vita degli altri, perché comunque non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri.
Credo che per credere, certi momenti, ti serve molta energia. Ecco, vedete un po' di ricaricare le vostre scorte con questo...
("Radiofreccia", film)
Alla fine il reato più grave diventa quello di chi racconta certe cose, anziché di chi le fa. La colpa non è dello specchio, ma di chi ci sta davanti.
Enzo Biagi