giovedì, 27 settembre 2007
Imparare Dal Vento
Tiromancino

Vorrei imparare dal vento a respirare, dalla pioggia a cadere, dalla corrente a portare le cose dove non vogliono andare e avere la pazienza delle onde di andare e venire, ricominciare a fluire.

Un aereo passa veloce e io mi fermo a pensare a tutti quelli che partono, scappano o sono sospesi per giorni, mesi, anni in cui ti senti come uno che si è perso tra obbiettivi ogni volta più grandi.

Succede perché, in un instante tutto il resto diventa invisibile, privo di senso e irraggiungibile per me, succede perché fingo che va sempre tutto bene ma non lo penso in fondo.

Torneremo ad avere più tempo, e a camminare per le strade che abbiamo scelto, che a volte fanno male, per avere la pazienza delle onde di andare e venire, e non riesci a capire.

Succede perché, in un instante tutto il resto diventa invisibile, privo di senso e irraggiungibile per me, succede anche se il vento porta tutto via con se, vivendo e Ricominciare a fluire
Ricominciare a fluire
Ricominciare a fluire
Ricominciare a fluire


postato da: Mordere alle ore 23:33 | Permalink | commenti (1)
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lunedì, 24 settembre 2007
E' così evidentemente sin da quei tempi lontani in noi uomini è innato il desiderio d'amore gli uni per gli altri, per riformare l'unità della nostra antica natura, facendo di due esseri uno solo: così potrà guarire la natura dell'uomo. Dunque ciascuno di noi è una frazione dell'essere umano completo originario. Per ciascuna persona ne esiste dunque almeno un'altra che le è complementare, perché quell'unico essere è stato tagliato in due, come le sogliole. E' per questo che ciascuno è alla ricerca continua della sua parte complementare.
"Simposio"
Platone

Inseparabili
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lunedì, 17 settembre 2007
[...]Non sei venuto fin qui a Siviglia per incontrare "una ragazza". Avresti fatto tanta fatica per niente, perchè l'Europa brulica di ragazze. Ma sei venuto per trovare me. E di me ce n'è una sola. Neanch'io ho mandato una cartolina a "un uomo" a Oslo. L'ho mandata a te. Ti ho chiesto di essermi fedele. Ti ho chiesto di mostrarmi un po' di fiducia.[...]
[...]Ma sognare qualcosa di improbabile ha un proprio nome. Lo chiamiamo "speranza".[...]

"La ragazza delle arance"
Jostein Gaarder

SanPietro
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mercoledì, 12 settembre 2007
Si può sentire il bisogno di Dio quando ti prende l'angoscia di essere solo nell'universo, ma non si può nemmeno farci troppo conto. Preferisco credere alla figura di un grande architetto, creatore del mondo, più che a un Dio che segue i nostri più piccoli gesti e che condiziona il nostro destino.
Luc Montagnier

Striature
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domenica, 02 settembre 2007
Come faccio a raccontare adesso che ho perduto la parola, le parole, forse pure la memoria, come faccio a ricordare cosa c'era lì fuori, e una volta ricordato come faccio a trovare le parole per dirlo; e le parole, come faccio a pronunciarle, stiamo tutti cercando di far capire qualcosa agli altri a gesti, a smorfie, tutti come scimmie
"Il castello dei destini incrociati"
Italo Calvino

Prete
postato da: Mordere alle ore 16:15 | Permalink | commenti (3)
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